
Soriano Calabro è uno dei borghi più attivi e più belli del Vibonese, non solo per i suoi paesaggi mozzafiato ma per l’intensa vita culturale che caratterizza questo museo a cielo aperto. Arte, cultura, eventi, artigianato ed enogastronomia sono il fiore all’occhiello e il vanto di questo borgo delle Pre-Serre. È chiaro che alcune aree calabresi producono torroni particolari e speciali, di cui ho parlato ampiamente in questo blog la scorsa stagione natalizia, ma sono attratta dalle peculiarità e dalle prelibatezze lavorate artigianalmente e con prodotti genuini. Le tradizioni inoltre a Soriano sono inalterate e questo è uno dei motivi principali affinché il torrone di noci di Soriano diventi un Presidio Slow Food. Desideriamo tutti al più presto apprendere questa notizia!
Le noci vengono cotte per circa 6 ore minimo con miele e albume; raffreddato, poi viene tagliato in barrette e infine guarnito con deliziosi gherigli di noci. Che spettacolo le pasticcerie di Soriano: sin da novembre espongono questo tesoro luculliano.
Immagino la curiosità dei tanti che mi seguono fuori Italia, il mio pensiero va a loro poiché hanno due modi per assaggiare i prodotti che descrivo: quello di acquistarli magari via web in loco oppure farli in casa. Non vi assicuro che il risultato nella forma potrebbe essere come quello di Soriano, ma ci proviamo. Vi posto una ricetta semplice, provate a farlo in casa. Torrone morbido di noci, si può fare!
Ingredienti
300 grammi di noci nostrane possibilmente, 100 grammi di nocciole, 30 grammi di albume, 80 grammi di miele, la buccia grattugiata di mezza arancia, 30 grammi d’acqua e 75 grammi di zucchero.
Calcolare i pesi con la bilancia è stato laborioso. I gherigli di noce sono l’ingrediente più prezioso e quello che più risalta, a torrone concluso. Se c’è qualche gheriglio di noce amarognolo si sentirà immediatamente, idem se le nocciole sono secche e dure.
Preparazione
Usate la frusta o elettrica o manuale per albume e miele, che era posto a bagnomaria su un pentolino a fuoco lento; in un pentolino diverso acqua e zucchero diventeranno sciroppo per i fatti loro. Occhio ad avere tutto sotto mano, non dimenticate nessuno strumento. Poco albume ma con costanza monta e diventa colloso, versate ora lo zucchero del pentolino e il miele riscaldato così da raggiungere un impasto denso che odora di torrone. Poi aggiungo anche la scorza d’arancia e i gherigli di noce, mescolando con il frustino perché quello elettrico non ce la fa più.
Infine spalmo il torrone in una pirofila (una sorta di piatto-vassoio di ceramica) e lo lascio raffreddare e indurire al freddo. Senza fogli di ostia rimane un po’ appiccicoso, ma lo taglio ugualmente su un piccolo tagliere. Così il torrone è servito!
Se non dovesse riuscire ho rubato per voi la ricetta… acquistatelo dai pasticceri sorianesi: non sbaglierete.

