Si produce solo a Reggio Calabria e provincia: il torrone gelato!

Il suo nome può far cadere in errore: si chiama così, ma non è un gelato. È con questa prelibatezza poco conosciuta che vengono imbandite le tavole più ricche delle festività reggine. Le mie ricerche mi permettono di affermare che sia da associare proprio alla particolare composizione, quasi interamente realizzata con prodotti “ghiacciati”, quali lo zucchero fondente, la zucca candita e la frutta colata. Non a caso esso è anche chiamato torrone di Reggio Calabria e non va confuso con il torrone di Bagnara, che è una specialità differente.

È chiaro che la ricetta reggina si diversifica da quella della vicina Messina: oltre lo Stretto, i Siciliani lo rivestono di pasta reale per poi decorarlo con la frutta candita. A differenza del tradizionale torrone natalizio, che è duro, questa prelibatezza è morbidissima, arricchita con un ripieno di essenze, agrumi e zucchero fondente coloratissimo, che tiene nel suo cuore canditi e mandorle; solo la copertura è tradizionale, richiamando la camicia di cioccolato che rende il prodotto una vera prelibatezza per palati da intenditori.

Senza dubbio, questa è una ricetta molto antica che in passato si faceva in ogni casa reggina o messinese, mentre oggi il progresso ha permesso di portare avanti la tradizione con l’acquisto nelle pasticcerie. Per poter produrre questa meraviglia culinaria serve davvero molta esperienza, laddove oggi i gusti e l’inesperienza hanno variato l’antica ricetta, cercando di modificare la composizione e riducendo l’uso di questo miracolo culinario calabrese.

Il dolce ottenuto, morbido al taglio, sprigiona profumi inebrianti e, se realizzato correttamente con l’uso di materie prime di alta qualità, risulta un dolce irresistibile. Riporterò a testimonianza l’antica ricetta reggina:

  • 1 kg di zucchero fondente

  • 500 g di mandorle sgusciate e pelate

  • 300 g di frutta candita

  • 300 g di cacao

  • 200 g di cioccolato fondente

  • Succo di 1 limone

  • Essenza di limone

  • Coloranti naturali

Nella variante peloritana fanno bella mostra di sé i pistacchi di Bronte.

Lavorate a freddo lo zucchero fondente con il succo di uno o due limoni, in modo da ottenere una pasta perfettamente omogenea, eliminando tutti i granuli, ma non troppo morbida. Dividetela in tre parti: una lasciatela bianca ed aromatizzatela con gocce di essenza al limone; un’altra coloratela di rosa o verde con del colorante naturale; la terza lavoratela con una spatola incorporandovi il cacao.

Dividete in tre porzioni le mandorle e, in altrettante, la frutta candita, e incorporate ciascuna porzione alle tre parti di zucchero lavorato. Foderate, quindi, uno scatolo di carta oleata e disponetevi a strati, uno sull’altro, le tre parti di zucchero, coprite e poggiatevi sopra un peso in modo che eserciti una pressione uniforme sull’impasto. Lasciate riposare per tre giorni, fino a ottenere un blocco unico.

A questo punto, fate sciogliere a bagnomaria, lentamente, il cioccolato fondente e fatelo colare sul torrone in modo da ricoprirlo interamente. Aspettate che indurisca, quindi servite.

Ed ora… Buon Natale!



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