Quando il grande giardino di palazzo Gagliardi a Vibo Valentia era cenacolo di arte e cultura

Source: https://informacalabria.it/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-WhatsApp-2024-09-24-ore-10.36.03_f918e535.jpg

Dove oggi regna il più assoluto degrado, un tempo era luogo di arte e cultura: viottoli e fontane facevano da sfondo a un posto meraviglioso. Era il luogo del cuore della marchesa Gagliardi, moglie di Enrico, che aveva sposato in seconde nozze, con la dispensa papale (era il fratello della madre), il 18 aprile 1860.

Erano anni terribili per Monteleone di Calabria: carestia e crisi; ma la sagacia della donna spinse il marito a edificare un grande palazzo con giardino sul retro, che diede lavoro a trecento operai. Il giardino, però, cominciò a nascere nel 1783, quando il marchese acquistò pregiate piante dai vivai di Champvert, a pochi chilometri da Lione, in Francia.

Caterina Gagliardi amava passeggiare e conversare con gli ospiti, tra cui la scrittrice Matilde Serao. Era una donna molto bella Caterina Gagliardi, che in famiglia chiamavano Titina. Colta, generosa e altruista, fece parte delle pie istituzioni di Monteleone. Grazie a lei, il palazzo e la villa erano divenuti il cuore culturale e pulsante di Monteleone a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Oggi Villa Gagliardi, così come il palazzo omonimo, è passata di proprietà al Comune. La villa, ad oggi, risulta chiusa al pubblico e abbandonata al degrado. Un bene storico della città che, ovunque, sarebbe stato un fiore all’occhiello e che, invece, non lo è per Vibo Valentia.



Condividi con

Lascia un commento