Asfalantea ed il recupero delle sane e antiche tradizioni: facimu u sapuni i casa n’zemi!

Sapuni i Casa – Asfalantea

Avete mai pensato di vedere come si fa il sapone in casa? Ebbene, se volete vivere questa esperienza vi aspettiamo alla Raisina, insieme all’Associazione Asfalantea, dove Franca Crudo e le sue cummari vi faranno diventare esperti saponificatori. Questa non sarà una semplice dimostrazione, ma una vera scuola di formazione condivisa, un momento in cui impareremo tutti insieme come si faceva una volta u sapuni i casa (il sapone fatto in casa), proprio come lo preparavano i nostri nonni: un viaggio nella tradizione, nella manualità e nell’autenticità.

Una giornata – o anche più, distribuite durante l’anno – ricca di energia, canti e balli tradizionali che valorizzano antiche usanze recuperate.

In altri articoli scrivevo: “Il sapone fatto in casa, nel secolo scorso, era un rito celebrato da donne energiche, abituate alla fatica e amanti della pulizia.” Veniva prodotto almeno due volte l’anno. La prima “partita” si preparava a fine estate: dopo aver venduto l’olio ricavato dagli uliveti di famiglia, si controllavano le giare o i landuni per raccogliere ‘a murga, la morchia, ingrediente di base del sapone. Competenza e olio di gomito facevano il resto: bisognava saper dosare con cura ‘a putassa o medicina i sapuni, fondamentale per far solidificare il composto.

La procedura era semplice ma richiedeva attenzione. Si metteva sul fuoco il landone, un grosso contenitore di latta cilindrico, nel quale veniva versata la morchia. Al primo bollore si aggiungeva la soda, che avviava il processo di solidificazione. Era necessario avere sempre a portata di mano molta acqua da gettare a secchiate, per regolare la temperatura e calmare il bollore della potassa. Il segreto era mescolare continuamente e controllare il fuoco, così da governare al meglio la saponificazione.

Mescolando appariva un prodotto particolare: se era bianco latte, era semplicemente il risultato dell’uso dell’olio d’oliva; se il colore era più scuro, non significava affatto che fosse di qualità inferiore. Un tempo, infatti, quando si macellava il maiale, pratica molto diffusa nelle famiglie, si metteva da parte un po’ di grasso proprio per produrre il sapone. Questo ingrediente donava al composto una colorazione più scura rispetto a quella ottenuta solo con l’olio, ma era altrettanto efficace e prezioso, perché “una volta non c’era altro”.

Un pezzo di sapone fresco era molto gradito dalle vicine di casa della saponificatrice e spesso metà della produzione veniva regalata ai meno fortunati del rione. Dopo una notte di riposo si verificava la resa e, successivamente, arrivava il momento del taglio, anch’esso un rito. Il sapone doveva essere porzionato in pezzi maneggevoli e lasciato seccare per un mese, così da diventare leggero e pronto all’uso: per la cucina, la biancheria e l’igiene personale. All’epoca, le allergie erano rare, ben lontane dai problemi che affrontiamo oggi.

Quando le nonne non ebbero più la forza di fare il sapone, passarono il testimone alle nuove generazioni che, però, col tempo preferirono acquistare il prodotto industriale nel negozio vicino casa. Le giovani donne amavano comunque sperimentare e cercavano fragranze da aggiungere: lavanda, camomilla, rosmarino, rosa e persino menta piperita. Quando non trovavano le essenze, le preparavano loro stesse bollendo in acqua gli ingredienti raccolti e aggiungendoli alla morchia in ebollizione.

Oggi queste pratiche sembrano appartenere a tempi lontani, eppure nel nostro Mezzogiorno questo antico rito era tramandato da madre in figlia sin dalla notte dei tempi. Oggi l’industria ci offre saponette profumate con oli essenziali, fiori secchi e aromi, confezionate in modo accattivante per invogliare all’acquisto. Le madri di famiglia, però, devono districarsi tra detersivi per piatti, bucato, delicati, lana, colorati, bianchi, additivi, ammorbidenti, sbiancanti e molto altro. Magie del progresso che, però, presentano un conto salato: inquinamento ambientale e malattie spesso causate da ingredienti non sempre sicuri per la salute.

Ecco perché vi invitiamo ad assistere a questa antica procedura, a imparare insieme e a divertirvi in un luogo agreste e meraviglioso.
Venite a trovarci!



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