Anche in Calabria esiste la Casa dei fantasmi: si trova a Reggio Villa Gullì.

Source: https://www.facebook.com/iluoghidellabbandono/photos/d41d8cd9/1321776479991769/

È chiaro che l’intento di Asfalantea è quello di raccontare il più possibile la Calabria, pensando anche agli aspetti ancestrali. La nostra Regione merita, per tutti i motivi elencati in anni di lavoro, di essere ricordata per la varietà di luoghi, adatti a tutti i gusti ed esigenze.

Reggio Calabria, la città più popolosa della Regione, una delle città più belle per la sua storia, la sua arte e le sue innumerevoli sfaccettature, annovera tra i luoghi da visitare Villa Gullì. Edificio fondato nel 1753 su un’antica villa gentilizia, che da quel momento appartenne alla famiglia Gullì. Oggi l’abitato è conosciuto tra i Reggini come la Casa dei fantasmi, abbandonata nell’incuria più becera fin dal 1943, quando misteri e oscuri fatti si sono celati dietro queste mura.

Molte persone affermano di aver visto la figura di un uomo magro, vestito di nero, vagare tra le stanze in rovina; altri dicono di aver udito un pianoforte suonare e una voce chiamare la madre. Tutto ebbe inizio quando Tommaso Gullì morì nel 1920 a Spalato e lasciò la moglie e i tre figli, Vincenzo, Agata e Anna, a vivere soli nell’antica casa dei Gullì.

Sono anni particolari per Reggio, i nazisti occupano la città e questi ultimi, secondo i dati sulla casa, miravano alla Villa come quartier generale, in quanto posizionata in un luogo favorevole. Fu per questo che spesso e volentieri alcuni ufficiali nazisti frequentavano le figlie dei Gullì. Rimaneva Vincenzo, unico maschio della famiglia, era un ragazzo sensibile e schivo, succube della rigida autorità della madre Maria. Quando qualche persona entrava nella Casa, il giovane si nascondeva nella propria stanza per suonare il pianoforte.

La madre aveva imposto ai propri figli un’educazione bigotta, basata su ideali di nobiltà ormai scomparsi da decenni e soprattutto sulla venerazione esasperata della figura del padre Tommaso. Il 9 febbraio del 1943 Vincenzo, rimasto solo nella casa, ammucchiò in una stanza tutte le cose appartenute al padre, foto, libri, divise, e dopo aver cosparso se stesso e gli oggetti con olio di bergamotto, si diede fuoco insieme a tutti quei ricordi. Morì così tragicamente in quel terribile incendio che distrusse parte della villa.

Vincenzo, prima di morire, lasciò un biglietto che diceva queste poche ed enigmatiche parole: ai carnefici di mio padre le mie ceneri. Questo lascito di poche righe fece pensare che la sua morte non fu un suicidio, ma un omicidio, forse voluto dai nazisti. Poco dopo la famiglia Gullì abbandonò definitivamente la Casa e Reggio Calabria, lasciando così un alone di mistero su questa tragica storia.

La villa, abbandonata, venne ribattezzata popolarmente Casa dei fantasmi, ritenendo che al suo interno trovassero rifugio le anime di Tommaso e Vincenzo Gullì.

Stessa situazione, comunque, la possiamo riscontrare nel territorio di Caria, nel Vibonese. La casa abbandonata si trova ubicata vicino alla chiesa. Ebbene, si racconta che in quella casa accadevano cose molto strane, secondo gli antichi, di notte nelle stanze vi era la presenza di spiriti che, camminando, facevano udire i loro passi in tutta via Duomo, ma senza che nessuno vedesse chi camminasse. Sempre secondo gli antichi, di notte in quella casa si sentivano dei lamenti, delle urla disumane.

Gli abitanti del vicinato sostengono tutti la stessa teoria, che gli oggetti presenti nelle loro case si spostavano durante la notte. Ancora oggi quella casa è nota come a casa i l’animi e la cosa sorprendente è che gli anziani del paese sostengono ancora che quella casa sia abitata dalle anime. Anche se gli anziani del paese sono certi della presenza delle anime, mai nessuno, ai giorni nostri, ha veduto o sentito qualcosa di strano.



Condividi con

Lascia un commento