
Subito si pensa che sia un tovagliolo per pulirsi la bocca: non è così, anche se è possibile farlo. ‘U stiavuccu è una tela quadrata della dimensione di circa 60 cm per lato, o anche più grande. È una tela bianca fatta “allu tilaru”, di canapa o di lino; su due lati contrapposti vi è la frangia lasciata dall’ordito del telaio, tagliata più lunga.
Di solito la tela contiene dei ricami o disegni semplici fatti con filati di colore rosso o di altri colori. Le spose lo portavano in dote a una o più dozzine. Servivano a contenere il cibo che veniva consumato in campagna durante il giorno. Serviva anche a contenere ‘i partenze e, ben apparecchiato, veniva consegnato a parenti e amici; ‘u stiavuccu non veniva lasciato. In effetti veniva usato come contenitore: si metteva il pane, la pasta, il salame ecc. e veniva chiuso tirando le punte dei lati e, accavallandoli, si faceva il nodo (‘a nocca). Chiusi i lati, venivano due nocche. Serviva da carta regalo.
Per portare ‘i partenzi quandu s’ammazzava ‘u porcu o quandu si fhacienu ‘i visiti ppi nasciti o lutti ecc., come accennato, ‘u stiavuccu non veniva lasciato insieme al regalo.

