Fra i dialetti italiani quello calabrese è uno dei più ricchi di influenze linguistiche, a causa delle colonizzazioni, dominazioni e incursioni di differenti popoli; al pari degli altri dialetti, ha moltissime “espressioni” tanto sintetiche quanto efficaci che soprattutto nei detti mirano a racchiudere in poche parole vicende quotidiane, rapporti intergenerazionali, relazioni di vicinato, stili di vita e fasi di lavori agricoli… Assurgono quindi a verità rivelate, su cui, al pari dei dogmi, non si discute: nemmeno sfiora il dubbio, quindi, che non siano veri o non abbiano validità universale, come recita la lapidaria quanto efficace sintesi “anticu i dissi tutti giusti“, similmente “quel che dice l’antico è sempre giusto giusto”.
I proverbi, calabresi nel nostro caso, sono un patrimonio inestimabile, ciò che rimane dall’esperienza dei nostri avi e per quanto tale bisogna continuare a tramandare e far sapere alle future generazioni nel ricordo delle nostre radici identitarie, questo è anche quello che Asfalantea si prefigge nel suo contributo alla comunità.
Oggi è la volta di: “Non su kiu i muntuni chi vannu arredi e pecuri“, letteralmente: non sono più i montoni che vanno dietro alle pecore. Questo detto del nostro amico ci fa riflettere. Un tempo, i montoni seguivano le pecore, proprio come gli uomini corteggiavano le donne con pazienza e rispetto… Una volta erano gli uomini a fare la corte, a mandare fiori e serenate. Ora, invece, pare che siano le donne a prendere l’iniziativa! Ma i tempi cambiano, e con essi anche il modo di amare. Oggi, forse, sono le pecore a scegliere il montone!

