
Ed ecco che il più grande santo di Calabria approda nella cittadina di Fréjus, che era colpita da una micidiale peste. Circa metà della popolazione era morta, molti altri cittadini erano fuggiti. Tantissimi erano rimasti chiusi in casa per timore del contagio.
Ormai la fama del taumaturgo Francesco si propagava sempre più, fino ad arrivare alla corte francese. Partì dalla Calabria, diretto verso la Francia. Prima di arrivare a destinazione fece due tappe: Napoli e Roma. Per raggiungere la meta, sbarcò a Bormes-les-Mimosas.
Francesco si trovò, sin da subito, dinanzi alla micidiale peste che stava martoriando tutta la regione della Provenza francese. Fu così che fronteggiò immediatamente l’epidemia, liberando la cittadina dal morbo assassino. Si diresse, allora, verso la cittadina di Plessis-lès-Tours, dove risiedeva il re Luigi XI. Sulla strada fece tappa a Fréjus, epicentro della peste.
Il Santo, vedendo la popolazione ormai allo stremo, intervenne. Si precipitò per le strade e iniziò a benedire cose e persone: fu così che la Provenza si salvò ed ancora oggi ricordano quel divino intervento.
Ogni anno, infatti, viene organizzata una maestosa processione in suo onore. Prima di percorrere le strade cittadine, la statua del santo di Paola viene fatta approdare al porto. La festa è conosciuta con il nome di «bravade»: al sacro si mescola il profano. Alla processione partecipano diversi corpi militari; rulli di tamburi, raffiche di spari a salve, musica e balli accompagnano il corteo.

