Vendere l’acqua era un mestiere un tempo, un mestiere duro e faticoso poiché l’acqua non era presente nelle case solo i ricchi potevano permettersi l’acqua in casa o una cisterna per raccoglierla. Il popolo per bere, cucinare e lavarsi doveva compiere peripezie e duro lavoro. L’acquaiolo era un lusso, un lusso per pochi poiché capitava…
Articles by Maria Lombardo
Antichi mestieri: ‘A mammina
E’ un lavoro ormai perso i parti avvengono solo in ospedale, la possibilità del progresso ha permesso agli antichi mestieri di essere immolati sull’altare del benessere. Fino agli anni ’60 e ’70 i bambini nascevano in casa poi questa gioiosa consuetudine rimase solo nei piccoli centri, fino a scomparire del tutto. Non si partoriva più…
Un mestiere solo ufficialmente scomparso: ‘U vandijaturi”
“Sentìti! Sentìti! Sentiti! Vi dicu ca stasira ncigna a vindiri ‘u vinu novu Pascali Cucuzza…!” Era ai crocicchi delle strade dei paesi la voce lamentosa e monotona di una delle figure più pittoresche che un tempo animavano la vita delle nostre comunità, quella del banditore. Fino a una sessantina di anni fa per divulgare notizie…
L’acquedotto rurale di Spilinga (VV) è stato voluto dal nuovo stato italiano
Oggi vi porto a Spilinga tranquillo borgo sul Monte Poro in Calabria per spiegarvi l’esistenza di un acquedotto “romano”. Forse all’apparenza sembra romano ma esiste una documentazione (“Il regno delle Due Sicilie distretto di Monteleone di Calabria” di Filippo Girelli, pubblicato tra il 1852 e il 1859) che attesta la data di realizzazione dell’acquedotto, nella seconda…
Costume popolare calabrese e nicoterese breve ricerca
“I muggheri di mericani vannu alla missa cu setti suttani preganu u Signuri mu nci manda nu miliuni manda dinari maritu mio “Sestina rinvenuta negli atti di un convegno tenuto a Napoli da Antonio d’Aloi molto significativa diffusa tra Nicotera e Limbadi come cambiamento del folklore a seguito della grande guerra. Va innanzitutto precisata la…
Cessaniti (VV). Le bocche del diavolo: Calabria misteriosa
Il Vibonese seppur con i suoi immani problemi è un lembo di terra bellissimo e per alcuni tratti”sauvage”. Nel territorio di Cessaniti si trovano le cosidette “vucche du diavulu”, fori naturali attorno ai quali sono sorte le più disparate leggende. In Calabria quando qualcosa non si spiega con la razionalità si dà sfoga alla fantasia e…
La grotta di Santa Cristina di Filandari (VV)
Con mia grande meraviglia vengo a conoscenza attraverso i “cantuni” (posti) di questa meravigliosa terra che ci sono ancora luoghi che devono essere visitati. A Filandari vi è una grotta naturale nella roccia calcarea tra i monti che costeggiano il ponte “u spirdu”. Una grotta molto grande. Appena si accede si ricosce una nicchia dove,…
Le castagne di Sersale un prodotto De. Co.: Famose “le pastisjie”
È la Castanea Sativa che gode dei requisiti di “castagna di Sersale” in tutte le sue forme fresca, essiccata e per giunta sfarinata. Ed è una garanzia! Sersale stessa vanta la castanicoltura nel suo comprensorio fin dalla nascita del suo abitato sotto i bizantini. Considerato l’albero del pane in quanto le castagne in tempi di…
Marmellata di “cutugna” antica conserva calabrese
Il melo cotogno fino agli anni ’50 era diffusissimo negli orti Calabresi e vanta un passato davvero leggendario, basta una per tutte che portasse fortuna ai contadini che ne avessero un solo esemplare. La leggenda narra che la mela cotogna rappresentò l’emblema di Venere, simbolo di buon auspici ai matrimoni. Sembra un” mescuglio” tra mela…
Frutti antichi calabresi: mele cotogne
Il melo cotogno fino agli anni ’50 era diffusissimo negli orti Calabresi e vanta un passato davvero leggendario, basta una per tutte che portasse fortuna ai contadini che ne avessero un solo esemplare. La leggenda narra che la mela cotogna rappresentò l’emblema di Venere, simbolo di buon auspici ai matrimoni. Sembra un” mescuglio” tra mela…










