C’erano una volta a Nicotera (VV) i giardini pensili e le logge dei Ruffo: “Arretu o castejiu”

Source: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/67/Castello_di_Nicotera_%28VV%29.jpg

È chiaro che a Nicotera l’uso dei toponimi è molto utilizzato per indicare posti del nostro ridente borgo medievale. Oltremodo, in altri numeri di questo blog ho ampiamente spiegato che quello che noi chiamiamo “castejiu” è solo un topos per indicare che in quel posto sorgeva un grandissimo maniero normanno. Quello che oggi campeggia su Nicotera, bando alle ciance, è solo un palazzo gentilizio, lungi dall’essere un castello e, come tutte le dimore gentilizie che si rispettino, possedeva dei bellissimi e rigogliosi giardini pensili.

Munito di un favoloso giardino pensile per allietare le giornate estive del casato, con loggiati e splendidi terrazzi panoramici, vanto delle maestranze napoletane, scrivevo in articoli precedenti. Eh sì, i Ruffo trascorrevano a Nicotera solo il periodo estivo, mentre rimaneva dimora ufficiale il castello di Scilla. Il più grande di questi giardini pensili è l’angolo che noi chiamiamo “arreto o castejiu”, a questo giardino pensile si accedeva dai lati del castello, oggi sono rimaste le due strade che costeggiano il palazzo. Stradine queste immerse in una rigogliosa vegetazione e zampillanti di acquitrini e fontane.

Effettivamente “arretu o castejiu” è un giardino sul mare la cui vista è tuttora mozzafiato. I Ruffo, la famiglia baronale che volle la costruzione di questo palazzo gentilizio nel 1764, data ammirabile sullo stipite di una porticina rossa a sinistra del palazzo. In realtà l’attuale struttura è stata conclusa nel 1764 ed era iniziata nella seconda metà del XV secolo. Inoltre, altre modifiche e ricostruzioni vennero apportate da Ermenegildo Sintes, allievo e pupillo del Vanvitelli, inviato dalla Corona di Napoli, Borbone, per ricostruire una delle città più belle e importanti di Calabria Ultra.

Il Sintes, su volere del Ruffo, che non navigava in buone acque, decise di rendere il castello una dimora estiva e perciò di riedificarlo in forma più piccola rispetto al precedente maniero. Il giardino sorgeva sul retro del palazzo e si estendeva fino alla zona di Via Casolare, copriva così più di 800 mq suddivisi in loggiati. Era veramente l’angolo più soleggiato tra tutti i giardini pensili di Palazzo Ruffo.

Nel giardino era possibile trovare una fontana in pietra, una vasca piscina e varie piante da frutto e fiori delicatissimi. In sostanza i giardini pensili di Palazzo Ruffo a Nicotera erano dei veri e propri orticelli in cui trovavano posto anche molte piante officinali, come usanza del periodo. Da Scilla i Principi portarono il “giardino mediterraneo”, agrumi in primis che attecchirono bene e la vigna che non poteva mancare.

Quando passeggiate o sedete “arretu o castejiu”, ricordate che tre secoli fa era davvero l’angolo del ristoro per eccellenza, con una flora e fauna ricercata. Un giardino all’italiana molto curato che era il vanto delle maestranze del luogo, manovali e giardinieri erano nicoteresi, come tutti quelli che lavoravano per i Ruffo nel Palazzo di Nicotera.



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