Dalle Cuzzupe ai Cudduraci la Calabria profuma di tradizioni

Source: http://le-tenere-dolcezze-di-resy.blogspot.com/2018/03/le-cuzzupe-della-pasqua-calabrese.html?m=1

A breve il periodo di magro verrà concluso ed entreranno in scena sulle tavole delle due Calabrie dolci variopinti e dalle forme stravaganti. In ogni paese di Calabria però assumono nomi diversi, cuzzupe, anguta, sguta, cudduraci, cullura e via dicendo. Sono dolci orientali e hanno un simbolo profondo, cioè la fine del digiuno e l’uovo che è simbolo di rinascita, appunto la Risurrezione.

Tutto coincide con il risveglio della natura, la primavera che spande l’odor di zagara ovunque in Calabria. Le massaie dalla provincia di Reggio a quella di Cosenza armeggiano in cucina per deliziare i commensali il dì di Pasqua con numerosissime forme che daranno a questi biscotti di pasta frolla. Le zite preparavano un cuddurace al proprio zito come simbolo d’amore, rigorosamente la forma è quella di cuore con tante uova sode.

Ricordate che le uova devono essere dispari! Maggiore è la grandezza del cuddurace, maggiore è l’amore per la persona a cui si regala. Si hanno così dei dolci con decine di uova a fare bella mostra.

Come tutti i dolci tradizionali delle feste, i cudduraci sono fatti anche per essere regalati a parenti ed amici, oltre ad essere immancabili nella tradizionale scampagnata fuori porta del pascuni.

Ma ora vediamo pe du chilati i cudduraci o cuzzupe cosa occorre:

Le donne di qualsiasi età impastano sapientemente questa frolla e poi la decorano a lor piacimento, insomma a seconda di chi riceverà il dono. Una fanciulla in età da marito formerà un cuore, una nonna un cestino, la mamma farà delle forme spiritose per i figli e poi si aggiunge l’uovo sodo intrecciato nella frolla.

In mezzo a queste tradizioni gastronomiche antiche solo una si è persa, poiché le ragazze preferiscono regalare l’uovo di cioccolato industriale a qualcosa fatta con mano e cuore.

• 1 kg di farina “00”;
• 300 gr di zucchero;
• 250 gr di burro;
• 2 bustine di lievito per dolci;

• 2 bustine di vanillina;
• 1 bicchierino di vermut;
• buccia di limone grattugiata;
• 4 uova intere;
• latte q.b. per compattare l’impasto;
• uova sode a piacimento.

In una ciotola rompete le uova con lo zucchero e amalgamate, aggiungere poco alla volta la farina setacciata, il lievito, la vanillina, il burro precedentemente sciolto, il latte e il liquore, impastare energicamente fino ad ottenere un impasto liscio e sodo.

Stendere l’impasto relativamente sottile, 1,5 – 2 cm, quindi ritagliarlo nelle forme desiderate. A questo punto inserire le uova precedentemente bollite, ricordatevi sempre in numero dispari, e coprire con strisce di frolla in modo da nascondere le uova, quindi spennellate le vostre opere d’arti con l’uovo e siamo pronti per la cottura.

Preriscaldate il forno a 180/200° e inserite i cudduraci che in circa 20 minuti saranno pronti per essere sfornati.

Prepariamo i dolci della nostra tradizione e presentiamoli al mondo!



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