Limbadi (VV) il “miracolo” del sangue di San Pantaleone, Calabria ancestrale

Source: https://www.limbadiontheroad.it/wp-content/uploads/2023/07/ampolla-san-pantaleone.jpg
Sc. limbadiontheroad.it

Ogni anno, il 27 luglio, a Limbadi, ridente paesello del Vibonese, accade qualcosa che fa gridare al “miracolo” e che fa convergere a Limbadi migliaia e migliaia di pellegrini e scettici, con lo scopo di assistere allo scioglimento del sangue di Pantaleone di Nicodemia.

La Chiesa matrice, dedicata al miracoloso Santo medico e martire, è gremita. In un’ampolla è custodita gelosamente una sostanza di colore scuro che la leggenda narra essere il sangue raccolto durante il martirio del cristiano San Pantaleone, agli inizi del IV secolo d.C.

Narrano le cronache, locali e non, che in questo giorno, in cui si ricorda la data del martirio del Santo, il sangue cambia aspetto e sembra sciogliersi senza alcuna apparente causa fisica. Le autorità ecclesiastiche locali accreditano l’ipotesi dell’intervento soprannaturale e parlano apertamente, da secoli, di miracolo.

Il giovane cristiano venne decapitato e il suo sangue raccolto e venerato, ed ecco che i Bizantini, in fuga dall’Oriente, portarono il culto da noi.

La sostanza definita sangue di San Pantaleone è contenuta in un’ampolla di vetro e la riempie per metà del suo volume. Ad un’attenta osservazione appare suddivisa in quattro strati eterogenei. Di tutti, il terzo strato è quello direttamente coinvolto nella liquefazione, quando appare di colore rosso rubino invece che opaco. Lo strato superficiale, invece, sembra avere la consistenza di una sostanza grassa e, durante il miracolo, assume un aspetto schiumoso.

La stessa cosa, per la cronaca, succede a Ravello nello stesso giorno. Anche il sangue custodito nel Duomo di Ravello “svolge lo stesso itinere” dell’ampolla di Limbadi.

Il fenomeno della liquefazione del sangue, durante il suo festeggiamento il 27 luglio di ogni anno, avviene nelle seguenti chiese: Ravello, Limbadi, Montauro, Vallo della Lucania e monasterio de la encarnación a Madrid, a Roma nella Chiesa di S. Maria in Vallicella, a Venezia nella Basilica di San Marco, a Lucca nella Chiesa di S. Maria degli Orlandinghi, a Napoli nella Chiesa di S. Gregorio Armeno, a Lanciano nella Chiesa del Purgatorio, nella Cattedrale di Amalfi.

Ora, però, vediamo nello specifico cosa succede a Limbadi. Il sangue, prima della Messa mattutina del 27, non può essere manipolato. È il parroco che prende la reliquia e, con un solo movimento, fa sì che il sangue si sciolga e rimanga così per 24 ore.

È una gestualità carica di pietas popolare e lo contraddistingue anche dallo scioglimento del sangue di San Gennaro, che si scioglie dopo vari tentativi.

La preziosa reliquia era in precedenza proprietà dei Saladino, che la donarono alla Chiesa nel 1996, fortificando il culto del Santo Medico.

“u santu è miracolosu”, dicono i Limbadesi, e miracoloso lo è davvero. Durante la sua decapitazione, Dio volle che ci fosse un ultimo grande miracolo, che ancora si rinnova ai giorni nostri.

L’ascia del carnefice, usata per la decapitazione, divenne molle come se fosse di cera e dal suo corpo esanime sgorgò latte misto a sangue. L’albero di ulivo, dove il Santo giaceva, rinverdì all’istante e si coprì di frutti, mentre i fedeli presenti raccolsero il sangue del Santo e lo riposero in un’ampolla.

Fino al 970 la salma di San Pantaleone restò in Nicodemia, per poi essere traslata e divisa in numerose reliquie.



Condividi con

Lascia un commento