
Questo bellissimo rito si svolge a Potenzoni, un borgo di 250 persone e una sola chiesa del Vibonese. Una kermesse che viene svolta da quasi 20 anni e di bellissimi tappeti stradali se ne sono visti.
Questa manifestazione è stata voluta da Padre Lorenzo nel 1992: l’unica vincita è la soddisfazione di aver fatto il lavoro più bello.
Tra questo pugno di case posizionate nella campagna del Poro e il mare di Briatico, ogni anno, nella domenica del Corpus Domini (quaranta giorni dopo la Pasqua, quindi tra la fine di maggio e metà giugno), si celebrano i riti religiosi tappezzando letteralmente di composizioni floreali le stradine strette e antiche del suo centro storico.
Si possono ammirare effigi, tabernacoli, angeli e santi, croci e colombe della risurrezione, Madonne e Gesù: sono tutti riprodotti utilizzando i fiori, nei loro mille colori, sapientemente incasellati e riposti, con grandissima precisione, così che devi avvicinarti per riuscire a capire che cosa di sorprendente stai vedendo.
Insomma, la perfezione per la festa del Corpus Domini!
Un lavoro pianificato durante l’anno e che entra nel vivo nell’ultimo mese, quando le diverse squadre rionali (Agave, Chiesa, Glicine e Torre) preparano le tele, i pennelli e i colori per poi passare all’opera e studiare come fare a vincere la gara con i loro capolavori messi lì per terra.
Ma parliamo anche degli “infioratori”: non hanno nulla di meno degli “infioratori” delle manifestazioni più importanti, tipo Noto. Quelli di Potenzoni hanno ricevuto numerosi premi, come dall’orafo crotonese Gerardo Sacco che, due anni fa, li ha voluti premiare con una targa in oro, e sono invitati in trasferta per feste patronali e ricorrenze religiose per raffigurare santi e liturgie religiose.
L’intero paese è coinvolto in questa preparazione. Si preparano gli stendardi da appendere agli angoli delle case e ci si trasforma anche in giardinieri, carpentieri, muratori, pittori e operai per abbellire, riparare, coprire, intonacare, zappare, potare, ripulire al meglio ogni angolo del paese, pronto per ricevere quelle diverse migliaia di visitatori che si uniranno alla processione finale dei fedeli.
La raccolta dei fiori avviene all’alba nei tre giorni immediatamente precedenti la cerimonia finale. Si va nei campi in dieci, venti, trenta e anche cinquanta per volta: donne, uomini, giovani e anziani, ragazzi, ragazze e bambini, soprattutto tanti bambini.
È un divertimento, ma anche un lavoro delicato e faticoso nello stesso tempo. Bisogna fare in fretta, raccogliere per tipo di fiore e per colore, fiori o petali a seconda della specie, consegnare poi il tutto ai magazzinieri che li conserveranno al fresco nei frigoriferi di casa e li forniranno al momento giusto, a catena, su richiesta, agli “infioratori” che metteranno in opera, in strada, quadri e tappeti floreali.
Tutto si svolge all’aperto, proteggendo le parti già realizzate con tende e lenzuola stese tra un balcone e l’altro. Le squadre lavorano per tutta la mattina e per tutta la notte e poi, di nuovo, dall’alba alle quattro del pomeriggio della domenica santa, quando tutto deve essere pronto e la giuria passa per giudicare e valutare le opere di ogni rione.
Il lavoro è collettivo. Uniche eccezioni, previste dal regolamento di quella che oggi è diventata una vera e propria associazione, l’associazione “potenzoni in fiore”, sono l’uso, per i colori scuri, del caffè macinato e della torba, o dei chicchi di grano (per fare l’oro) e di riso (per i dettagli che richiedono la massima perfezione dei contorni).
Ingredienti poveri!
Qui si è scoperta la gioia di vivere utilizzando la materia più povera che c’è: i colori dei fiori di campo. È la sapienza contadina di una volta che oggi si offre a tutti: viaggiatori e gente di città, ospiti di passaggio e turisti per caso, comitive organizzate ed esploratori di tutte le età.
Per riscoprire una tappa dei “buoni sentimenti” e delle “buone esperienze”. Tra colori, profumi e immagini sacre. Nella terra del profondo Sud. Il Sud più accogliente e vero.

