Aprili, cu vecchi lavi novi si voli mentiri

Fra i dialetti italiani quello calabrese è uno dei più ricchi di influenze linguistiche, a causa delle colonizzazioni, dominazioni e incursioni di differenti popoli; al pari degli altri dialetti, ha moltissime “espressioni” tanto sintetiche quanto efficaci che soprattutto nei detti mirano a racchiudere in poche parole vicende quotidiane, rapporti intergenerazionali, relazioni di vicinato, stili di vita e fasi di lavori agricoli… Assurgono quindi a verità rivelate, su cui, al pari dei dogmi, non si discute: nemmeno sfiora il dubbio, quindi, che non siano veri o non abbiano validità universale, come recita la lapidaria quanto efficace sintesi “anticu i dissi tutti giusti“, similmente “quel che dice l’antico è sempre giusto giusto”.

I proverbi, calabresi nel nostro caso, sono un patrimonio inestimabile, ciò che rimane dall’esperienza dei nostri avi e per quanto tale bisogna continuare a tramandare e far sapere alle future generazioni nel ricordo delle nostre radici identitarie, questo è anche quello che Asfalantea si prefigge nel suo contributo alla comunità.

Oggi è la volta di: “Aprili, cu vecchi lavi novi si voli mentiri“, letteralmente: chi i vestiti vecchi ce li ha, per nuovi se li mette. Con l’arrivo di aprile tornano i detti antichi della tradizione calabrese. Un proverbio semplice ma pieno di saggezza: ci ricorda che in primavera il tempo è imprevedibile e che, nonostante la tentazione di indossare abiti nuovi e più leggeri, è sempre meglio non fidarsi troppo… proprio come insegnavano i nonni. Nel video, tra la preparazione del pane e l’attesa dei ragazzi della scuola, riscopriamo il valore delle parole antiche, nate dall’esperienza vera di chi osservava la natura giorno dopo giorno. I detti di una volta non sbagliano mai: sono memoria, prudenza e tradizione. Intanto il pane è pronto… “si ‘ndi voliti veniti” Se ne volete, venite!

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