Estate calabrese, lo sciroppo di limoni non deve mai mancare!

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D’estate non può mai mancare nei frigoriferi delle massaie calabresi lo sciroppo di limoni, assieme a ‘mmendulata, ossia il latte di mandorla, che è un’altra delle bevande artigianali delle donne calabresi.

Lo sciroppo di limoni calabresi è semplice da fare: gli agrumi devono essere biologici e succosi e, d’estate, questa bevanda disseta ed è gradevolissima.

È una bevanda che, se conservata bene, non si deteriora. Basta un dito di sciroppo nel bicchiere e poi si aggiungono acqua fredda, delle foglie di menta o una fetta di limone per rafforzarne il gusto, qualche cubetto di ghiaccio e possiamo dissetarci a nostro piacimento con una bevanda fresca, dissetante e naturale.

Ma ora vi spiego come prepararlo. Questi sono gli ingredienti, pochi ed economici:

• 20 limoni belli grandi, succosi e biologici

• 1 litro d’acqua

• 900 g di zucchero

Iniziamo col lavare i limoni e subito asciughiamoli ben bene. Di 4 limoni tagliate sottilmente solo la buccia gialla, usando magari un pelapatate.

Poi si preparano l’acqua e lo zucchero per la bollitura e, al primo bollore, si mettono le scorze e si lasciano cuocere per pochi minuti. Si spegne il fuoco e si lascia intiepidire, così le bucce rilasciano gli oli essenziali.

Spremete i 20 limoni, dai quali si ricaveranno circa 800 ml di succo; se avessero meno succo, consiglio di usarne qualcuno in più.

Aggiungete il succo di limone allo sciroppo e fate bollire per circa 20-25 minuti, quindi spegnete il fornello.

Filtrate il tutto attraverso una garza. Imbottigliate ancora caldo, utilizzando bottiglie scure, pulite e lavate con acqua molto calda. Fate attenzione che siano ben asciutte e senza goccioline d’acqua all’interno, tappatele bene e conservatele in un luogo fresco. Non è necessario tenerle in frigorifero; solo una volta aperte vanno messe in frigorifero.

Si conserva per sei mesi, ma io preferisco farlo spesso e consumarlo nell’arco di un paio di mesi.

Le bucce, dopo la cottura, non buttatele: fate un buon dolce. In Calabria non si butta nulla!



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